La guerra in ucraina e la militarizzazione dilagante

Il 13 marzo scorso la Confederazione COBAS ha assunto una chiara posizione sulla guerra in Ucraina, scrivendo tra l’altro

«Condanniamo l'invasione dell'Ucraina scatenata dal governo russo e chiediamo l'immediato "cessate il fuoco" ... e l'apertura delle trattative per una pace duratura… Manifestiamo la nostra solidarietà al popolo ucraino.. Siamo contro la Nato, le cui politiche espansionistiche in Europa, dopo il dissolvimento dell'Urss, hanno fornito il pretesto alle mire neo-imperiali russe per invadere l'Ucraina…Diciamo NO alla decisione dei governi europei e di quello italiano di intervenire nel conflitto inviando armi all'Ucraina, NO all'utilizzo logistico e operativo delle basi militari sul nostro territorio. Vogliamo un'Europa di pace e di accoglienza per tutti i popoli e il pieno sostegno ai profughi. Siamo contro l'economia di guerra e il carovita, per la fine dello stato di emergenza e per la riduzione delle spese militari.»

Oggi, alla fine della discussione sul tema nella Assemblea nazionale Cobas Scuola svoltasi a Genazzano, ribadiamo con ancora più forza che:

Siamo contro la guerra in Ucraina, e contro tutte le guerre in atto; siamo al fianco dei popoli, di quello ucraino ma anche di quello russo, e di tutti i popoli, che per colpa della guerra soffrono, muoiono, sono privati dei più essenziali beni materiali e della loro autonomia e dignità. L’atroce guerra scatenata ora in Ucraina dal governo autoritario e militarista russo - ma indubbiamente a lungo  stimolata e provocata dai governi imperialisti della NATO, che hanno fornito il pretesto alle mire neo-imperiali russe per invadere l’Ucraina - e il riarmo generalizzato che essa sta suscitando, vanno fermati subito, prima che sia troppo tardi.

 Però le guerre non si fermano con l’invio di armi.

 Per questo siamo contrari alla politica del governo italiano, che ha rinnovato l’emergenza sanitaria appena conclusa con una preoccupante emergenza militare vigente fino al 31 dicembre. E siamo contrari al Decreto convertito in Legge che consente l’invio di armi all’Ucraina in deroga alla legge del 9 luglio del 1990 n° 185 sul controllo dell’esportazione, dell’importazione e del transito dei materiali di armamento. E siamo contrari alla concessione, prevista dalla stessa norma, al Ministero per la Transizione Ecologica di pieni poteri di fatto per ripristinare l’utilizzo del fossile, del carbone o dell’olio combustibile, in barba agli impegni contro  il riscaldamento climatico. E siamo totalmente contrari alle spese militari in generale e all’aumento di tali spese al 2% del PIL in particolare. Questi soldi vanno spesi per combattere il carovita e per il Welfare, la Sanità, l’Istruzione. Per la scuola quello 0,8 % in più che si vorrebbe spendere in armamenti basterebbe per fare ciò che chiediamo da tempo: riduzione degli alunni per classe, aumento del personale docente ed ATA, investimenti significativi nell’edilizia scolastica (per l’80% non a norma e per il 50% priva persino dell’agibilità), nella direzione di una architettura didatticamente orientata, salubre ed ambientalmente compatibile. Siamo fortemente preoccupati per una comunicazione politica e giornalistica che criminalizza chi tenta di proporre una analisi più complessa perché vorrebbero intrupparci tutti e farci schierare a sostegno delle scelte politiche del governo italiano.

I Cobas della Scuola si impegnano a lottare contro la sempre più invadente presenza nelle scuole dei militari e dell’industria bellica, contro PCTO e alternanza scuola lavoro, per ripristinare l’Educazione alla pace e per un orientamento al mondo del lavoro basato sullo sviluppo delle conoscenze e del pensiero critico, per lanciare da settembre una serie di convegni CESP contro la guerra, la militarizzazione e per l’Educazione alla pace. Siamo indignati per l’osceno scambio fra l’assenso turco all’allargamento della NATO e i diritti del popolo curdo. Quanto accordato in sede NATO a Madrid da Svezia e Finlandia è  la resa incondizionata al criminale di guerra Erdogan, che avrà via libera su estradizioni, torture, uccisione dei resistenti alla dittatura fascista in Turchia, in primis dei valorosi combattenti della causa curda e della rivoluzione  in Rojava. Così operando si è legittimato un dittatore spietato e un regime fascista che non nasconde le mire della grandeur ottomana, utilizzando a tal fine jihadisti e tagliagole di ogni risma. L’accordo odierno di Madrid è una pagina nerissima che grava sui popoli oppressi e sull’intera umanità. Ed è proprio in questi tempi tristi che vanno dispiegati il sostegno al popolo curdo e la resistenza ai signori della guerra.

 I lavoratori/trici Cobas della Scuola si impegnano, insieme alle reti sociali, sindacali, ecologiste e pacifiste a costruire mobilitazioni nazionali e internazionali contro la guerra e il militarismo.

 Siamo contro la minaccia di usare le armi nucleari, chiediamo la denuclearizzazione delle basi militari in Italia; la liberazione dei territori dalle servitù militari; l’uscita dalla NATO e la rescissione dei trattati in base ai quali sono presenti in regime di extra territorialità le basi militari USA in Italia.

Sosteniamo la popolazione civile ucraina e il diritto di accoglienza per i/le rifugiate dall’Ucraina e da tutti gli scenari di guerra, e di tutti gli esseri umani che sono in qualunque modo in pericolo nei luoghi di origine. Contro la violenza patriarcale e razzista che decide chi ha diritto a scappare e chi no, chi ha diritto a vivere e chi no. Siamo a fianco dei pacifisti russi e delle reti per la resistenza non violenta in Ucraina. Rivendichiamo il diritto di tutti e tutte di disertare la guerra. E al tempo stesso anche il diritto alla resistenza di tutti i popoli oppressi e invasi

Siamo contro le sanzioni economiche che non colpiscono né le leadership politiche né il grande capitale, ma affamano i popoli. Chiediamo il libero accesso da parte di tutti e tutte ai beni primari, a partire dal grano.

Siamo per la smilitarizzazione globale e la definitiva denuclearizzazione del pianeta. Chiediamo lo scioglimento delle alleanze militari. Chiediamo al governo italiano di sottoscrivere il Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari approvato nel 2017.

Pace tra gli oppressi e e fuori la guerra dalla storia!

   

Assemblea Nazionale COBAS Scuola

14 luglio 2022