PRECARIATO - Da ott. 2009

A 116 TRA DOCENTI E ATA SONO STATI RICONOSCIUTI GLI SCATTI DI ANZIANITÀ

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PER IL LAVORO SVOLTO DA PRECARI,  IL DIRITTO AGLI ARRETRATI E AD UNA INDENNITÀ DI OTTO MENSILITÀ PER IL DANNO SUBITO

IL GIUDICE DEL LAVORO DI PISTOIA ACCOGLIE IL RICORSO

ORGANIZZATO DAI COBAS  

 

DM 356. IL MIUR VUOLE LA "GUERRA" TRA I PRECARI DELLA SCUOLA La posizione dell'Esecutivo Nazionale dei Cobas della scuola

La Scuola statale è sottoposta a un continuo impoverimento: dall'a.s. 2007/2008 all'a.s. 2013/2014, nonostante gli iscritti siano stati in lieve continua crescita (+ 2%) è diminuito sia il numero delle classi (- 3%) sia, tragicamente, il numero dei posti (- 13% docenti “comuni”, di cui quasi 5 su 6 precari, e – 17% personale A.T.A.).

Quindi, ai nostri studenti si è dato sempre meno tempo scuola, in un numero inferiore di istituti scolastici, in classi sempre più affollate e con personale sempre più precario: nell'a.s. 2012/2013 risultavano oltre 140.000 i posti annuali a tempo determinato attribuiti al personale docente e A.T.A., quasi un precario ogni 6 colleghi di ruolo, oltre il 14% sul totale degli occupati.

E se tutto questo non bastasse, il ministero in questi anni ha pensato bene di complicare ulteriormente la situazione dei docenti precari (oltre 450.000) iscritti nelle Graduatorie ad Esaurimento - GaE (circa 170.000) e nelle graduatorie d'istituto. Oltre al Tirocinio Formativo Attivo – T.F.A. (10.000 abilitati) e al Percorso Abilitante Speciale – P.A.S. (55.000 abilitati), nel 2012 Profumo bandisce un concorso destinato solo ad assumere un numero predeterminato di concorrenti, in massima parte già forniti di abilitazione, un concorso che non tutti hanno potuto affrontare perché destinato a occupare solo le eventuali necessità di organico nelle varie regioni.

Quindi, lo scorso 23 maggio la Giannini emana il decreto n. 356, con cui consente anche a coloro risultati non vincitori di concorrere per il 50% dei posti disponibili alle immissioni in ruolo, posti che erano destinabili ai precari delle GaE.

PERCHE' E' ILLEGITTIMO IL DM 356 di Sonia Noto precaria Cobas di Torino

Il decreto D. M. 356,creando una nuova graduatoria di aspiranti al ruolo, individuandoli in quei candidati che hanno superato le prove relative all'ultimo concorso a cattedra, ma che non si sono collocati in posizione tale da risultarne vincitori sconfessa e stravolge quanto previsto dal bando del concorso stesso, il Ddg. n. 82 del 24 sett. 2012, che, all'art. 13,  fa riferimento ai soli vincitori del concorso quali destinatari legittimi di una proposta di contratto a tempo indeterminato. Un decreto che, a pochi giorni dalle elezioni,  ha accolto le istanze dei circa 17000 docenti idonei,che volevano vedersi riconosciuta l'abilitazione all'insegnamento (pur non rientrando nei posti previsti dal bando) ma, tuttavia,  ha  ignorato anche la sentenza  del   Tar del Lazio numero 4192/2014 che, respingendo   i ricorsi di tali docenti, stabiliva quanto segue:  “la vincita del concorso e la conseguente nomina a tempo indeterminato conferiscono anche il titolo di abilitazione all'insegnamento”. Secondo tale sentenza nessuna illogicità o manifesta irragionevolezza  inficiava il bando, per come denunciato da parte ricorrente, e, a seguito di queste considerazioni, i giudici hanno pertanto rigettato completamente la domanda dei ricorrenti di vedersi riconosciuto il diritto all' abilitazione.

OSSERVAZIONI A FAVORE DEL DM 356 di Carlotta Cini precaria Cobas di Pisa

La discussione sul decreto per l’immissione in ruolo degli idonei al concorso 2012 rischia di spaccare nuovamente il già frammentato fronte dei precari della scuola. Siamo di nuovo di fronte ad un reclutamento che di volta in volta avvantaggia una fetta di precariato e ne affossa un'altra, mettendo gli uni contro gli altri, un sistema di reclutamento che va rivisto in toto e sul quale è necessario un confronto approfondito, invece di uno schieramento da una parte o dall'altra, che significa appoggiare o allontanare precari vittime delle distruttive dinamiche ministeriali.

Comprendiamo bene la situazione dei colleghi inseriti nelle GAE, la loro frustrazione di fronte a un ruolo che sembra vicino e poi sfugge continuamente, la loro rabbia per l'impossibilità di costruirsi un futuro, la loro reazione di fronte al decreto. E’ fondamentale una discussione sul reclutamento, che produca una valida alternativa al divide et impera che è sempre stato il leitmotiv delle politiche scolastiche in Italia.

Il 27 marzo a Roma i precari della scuola dell’infanzia e primaria in lotta

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Convegno e sit-in al MIUR

Negli ultimi vent’anni i governi e i ministri che si sono succeduti alla Pubblica istruzione hanno usato cinicamente i precari della scuola, visto che in media costano il 30% in meno dei docenti ed Ata stabili. Mai, in particolare, un serio piano di formazione ed immissione in ruolo per i docenti precari, ma la produzione di un continuo conflitto tra “poveri”, messi l’uno contro l’altro con un ingorgo di provvedimenti contrastanti e instabili: graduatorie ad esaurimento (GAE), lauree  prima utili per accedere alle GAE e poi improvvisamente inutili, “code” e “pettini”, graduatorie aperte e poi chiuse, I, II e III fascia, TFA, Percorsi Abilitanti Speciali (PAS) ecc...

Scuola precaria: è tempo di mobilitazione

Precari scuola

La  scuola pubblica statale italiana versa ormai in una situazione drammatica in seguito ai forsennati tagli imposti da tutti i governi degli ultimi anni, e in particolare dal duo Tremonti-Gelmini i quali, in un colpo solo, hanno tolto 8 miliardi alla scuola:

IL SOSTEGNO NEGATO La scuola si interroga sul diritto all’inclusione

Classi di 35 alunni con 5 alunni diversamente abili!

Alunni diversamente abili con 4,5 ore di sostegno!

Casi limite? O si tratta di una situazione diffusa?

Inserire tanti alunni con Bisogni Educativi Speciali all’interno di classi troppo affollate rende possibile una reale inclusione o equivale soltanto a parcheggiarli?

Un gruppo di lavoro, promosso a Catania dalla Rete Precari Scuola Sicilia e dai Cobas Scuola, ha svolto un’indagine sia sull’affollamento delle classi sia sulle ore di sostegno per gli alunni diversamente abili di alcune scuole catanesi.

Il movimento dei precari/e della scuola di nuovo in piazza il 22 settembre 2012

No al nuovo "concorsaccio", no alla deportazione degli inidonei, no alla scuola -miseria e alla scuola-quiz.

Il popolo dei precari e delle precarie della scuola, unito contro i tagli e contro il concorso del ministro Profumo, torna in piazza: in migliaia hanno attraversato Roma nella manifestazione di sabato 22, spezzando un silenzio che durava ormai da troppo tempo. Al loro fianco i Cobas che, oltre a partecipare al percorso di elaborazione e preparazione dell’evento, hanno contribuito attivamente a tutta la fase organizzativa, con la mobilitazione dalle sedi di tutta Italia e l’allestimento dei pullman per raggiungere la capitale.

GIORNALE DEI COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA

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