Diffida al MIUR per i docenti "Idonei ad altri compiti"

Dopo il convegno del 20 aprile scorso e l'incontro " politico" della delegazione con il MIUR, abbiamo deciso che sarebbe stato il caso di inviare nuovamente la  diffida come atto  per ribadire al MIUR che i docenti " Idonei ad altri compiti" non intendono essere spostati dai posti che occupano " legittimamente" e che pertanto non recedono  né hanno intenzione di farsi rappresentare da chi sino ad ora non è stato in grado di far valere ' veramente'  i diritti dei colleghi e delle colleghe.

Ne abbiamo concluso che perché l'invio della diffida abbia un senso e un peso è necessario presentarla nel prossimo incontro che, stando a quello che ci hanno detto nel colloqui del 20 aprile, si sarebbe potuto avolgere tra fine aprile e inizi maggio.

Occorre perciò  raccogliere le firme degli/delle aderenti alla diffida direttamente sotto un unico testo da presentare nel previsto incontro e per fare questo l'avvocato Marco Barone ha predisposto una delega ( che  è pubblicata sul sito insieme alla diffida)

Dopo aver compilato la delega ( firmandola), dovreste allegare fotocopia di un documento di riconoscimento e spedire tutto in sede ( Cobas-Viale Manzoni,55 fax  06-77206060 ) oppure per mail ad  annastammati@libero.it.

Naturalmente perché il peso della diffida sia maggiore bisognerebbe arrivare ad avere un numero consistente di firme. A tutti gli " idonei ad altri compiti ", dunque, il compito di allargare il più possibile il numero degli aderenti, a Roma e fuori Roma.

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.